Gol, emozioni e spettacolo al San Paolo, dove il Napoli batte 3-2 il Milan grazie a una rimonta pazzesca e risponde alla vittoria della Juve con la Lazio. Al primo tiro in porta i rossoneri passano, grazie a una splendida sforbiciata di Bonaventura al 15′. A inizio ripresa il diagonale di Calabria (49′) fa sognare Gattuso, ma Zielinski riapre (53′) e riequilibra il match (67′). Mertens a 10′ dalla fine fa esplodere il San Paolo.
Un successo che vale tanto, sia dal punto di vista del morale che della classifica: dopo la Lazio un’altra vittoria in rimonta contro una diretta rivale. Ha dovuto sudare parecchio e se l’è vista davvero brutta il Napoli, ancora di sarriana memoria e non ancora pienamente ancelottiano.
Una cosa nuova, però, si è vista stasera al San Paolo: Ancelotti poco prima dell’ora di gioco è passato dal 4-3-3 al 4-4-2, con Zielinski prima e Mertens poi al fianco di Milik. Un chiaro segnale che il nuovo Napoli non sarà legato a un solo modulo come nel passato, ma sarà camaleontico in base agli avversari e alle fasi della partita. Gli azzurri hanno trovato pochi sbocchi nel primo tempo e a inizio ripresa, poi Zielinski e Allan sono saliti in cattedra e il vento è cambiato. L’ingresso di Mertens ha dato ulteriore pericolosità a un attacco in cui Insigne ha inciso poco. Il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto per quanto riguarda Hamsik che nella posizione di regista ancora non convince e il gioco della squadra ne risente: seconda sostituzione consecutiva dopo meno di un’ora, con lui in campo sembra di giocare in inferiorità numerica. Non è un caso che il Napoli abbia cominciato a macinare gioco con la sua uscita. A tal proposito mi chiedo: ma Fabian Ruiz (unico vero acquisto di quest’anno, per il quale è stata una clausola rescissoria di 30 milioni di euro) che fine ha fatto? In due gare di campionato neanche un minuto di gioco. Sbandierato ai quattro venti come l’erede di Jorginho, come colui che doveva prendere in mano le chiavi del gioco, è misteriosamente scomparso. Anche nei cambi, ad entrare sono nell’ordine: Diawara e Rog. Possibile spendere 30 milioni per una quinta scelta di centrocampo? Non sarebbe stato meglio dirottare quei soldi per rinforzare la difesa che, a tratti, sembra tornata quella di Benitez? O comprare finalmente la Punta centrale di riserva a Milik? (Bastava tenersi Inglese com’era nei piani e si risparmiavano dei bei soldini).
Ad oggi, dopo le amichevoli estive e le prime due gare di campionato si evince che se il modulo prediletto è ancora il 4-3-3 di Sarri, è impensabile sostituire Jorginho con Hamsik. Sono due giocatori diversi. Peraltro lo slovacco è un giocatore naturalmente offensivo, con poca dimestichezza nel recuperare palloni e nel coprire la difesa: nella sua zona il Napoli è sempre scoperto e vulnerabile. Ne risente tutta la difesa, orfana anche della sicurezza di Reina. Ne consegue che se 4-3-3 deve essere, il trio di centrocampo deve necessariamente imperniarsi su Diawara (o Fabian Ruiz), Allan e Zielinski (nel ruolo di Hamsik con Sarri), in alternanza proprio con il capitano. Con i due in campo, invece, il centrocampo non ha equilibrio, con il solo Allan costretto a coprire l’intero campo di gioco e spesso infilato ai lati per la mancanza di copertura di Zielinski, ma soprattutto di Hamsik che sembra non aver più corsa e di soffrire la lontananza dalla trequarti avversaria.
A mio parere il modulo migliore per Ancelotti sarebbe il 4 -2 -3 -1, con Allan e Fabian Ruiz (o Diawara) in mezzo davanti alla difesa e Callejon, Zielinski (o Hamsik) e Insigne (o Mertens) sulla Trequarti.
Dunque più ombre che luci nella rocambolesca ma importantissima vittoria del Napoli sul Milan. Punteggio pieno dopo due giornate difficili. Prossima gara domenica 2 settembre contro la Sampdoria a Genova. Ancelotti cambierà qualcosa o ripartirà ancora con la stessa squadra?