La Regione Campania potrebbe richiedere lo stato di calamità naturale al Ministero delle Politiche agricole in seguito agli incendi che si stanno susseguendo sul territorio e sul Vesuvio in questi giorni. A dirlo è il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, a conclusione di una riunione presso la centrale operativa della Protezione civile regionale. “Ragioneremo nei prossimi giorni con i Comuni interessati – ha detto – su come ripristinare l’ambiente e i territori devastati. E’, inoltre, già in corso la valutazione di una possibile richiesta di stato di calamità naturale”. E cosa si aspetta? Perché la richiesta non è ancora partita? Ogni tentennamento, ogni ritardo è complicità.

Quest’anno – ha detto il segretario generale del sindacato Conapo dei Vigili del Fuoco, Antonio Brizzii vigili del fuoco hanno ereditato i compiti che erano del soppresso corpo forestale dello stato, di concorso con le regioni nella lotta contro gli incendi boschivi. Per affrontare questi compiti che prima svolgevano 8 mila forestali, seppur in via non esclusiva, ne sono transitati nei vigili del fuoco solo 361 ma ne servirebbero almeno 2 mila. Questa criticità, che si sovrappone alla preesistente carenza di 3500 pompieri limita fortemente le potenzialità operative dei vigili del fuoco in quelle regioni che sono in ritardo sulla attivazione delle convenzioni”. Come la Campania, che la sta attivando a seguito dell’emergenza Vesuvio.

Solo in questo primo scorcio di estate 2017, da metà giugno ad oggi, sono andati in fumo ben 26.024 ettari di superfici boschive, pari al 93,8% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016: lo rileva il dossier di Legambiente sull’emergenza incendi, sottolineando che “oltre alla variabile clima, dietro i roghi c’è soprattutto la mano pesante di ecomafiosi e piromani e le fiamme divampano anche nelle aree protette, sempre più nel mirino degli eco criminali, a cominciare dal Vesuvio”.

E si fa avanti anche l’ipotesi che dietro i roghi ci potrebbero essere i cosiddetti lavoratori stagionali di cui la Regione Campania si avvale (a chiamata) in caso di incendi: pochi incendi uguale poche chiamate e pochi soldi; zero incendi uguale zero chiamate e zero soldi. Perché non s’indaga su questo aspetto? Perché si è smantellato un corpo indispensabile come quello forestale costringendo gli enti locali a sbrigarsela da soli affidandosi, spesso, a gente senza scrupoli? E perché gli incendi sul Vesuvio e zone limitrofe non stanno avendo molto risonanza sui tg nazionali, specie quelli Rai? Due minuti o poco più a fronte dei 5 minuti degli incendi in Sicilia e Calabria? Possibile che per i tg nazionali Rai, su 30 minuti, almeno 20 siano “occupati”da politica e politici nazionali che litigano tra loro, anziché da eventi gravi e reali che riguardano cittadini, ambiente e salute? Non è che forse qualcuno “gode” quando tali tragedie avvengono al Sud? E se fossero successi a Roma o al Nord, quanto eco avrebbero avuto? L’indignazione per questo Paese non è mai abbastanza.