È quasi impossibile che un napoletano non conosca la cappella di San Gennaro, patrono di Napoli.  La cappella reale del Tesoro di San Gennaro è una cappella barocca del Duomo di Napoli, che è stata fatta edificare, su richiesta dei napoletani per un voto al san patrono.  Il mondo ce la invidia, una delle espressioni artistiche più belle e conosciute della città, sia per gli affreschi e le opere custodite, sia per gli innumerevoli artisti che hanno partecipato alla sua realizzazione. Gli affreschi sono di stile barocco, 1630 – 1643, compiuti da Lanfranco e Domenichino.

Ciò che di più importante e prezioso custodisce la cappella è il Tesoro di San Gennaro. Conservato nel Museo del Tesoro, in prossimità del Duomo, consiste nella raccolta di preziosi più ricca al mondo. Questo tesoro è più ricco persino della raccolta di gioielli della corona d’Inghilterra e del tesoro degli zar di Russia. Unico, su diverso punto di vista, il tesoro non ha mai subito spoliazioni e i pezzi non sono mai stati utilizzati per pagare debiti o per finanziare guerre. Non è mai stato venduto un solo prezioso, addirittura, nei secoli la sua inestimabile ricchezza è andata solo crescendo.

Caratteristica fondamentale del tesoro è la sua appartenenza. Difatti questo non appartiene a un singolo soggetto o al Vaticano, questo tesoro è di tutto il popolo napoletano. Questo vale anche per l’ampolla che custodisce il sangue del santo patrono. Il ricchissimo tesoro è composto da 51 busti e statue in argento massiccio dei compatroni di Napoli. I santi patroni di Napoli più noti, che sono accanto a San Gennaro per la “protezione” della città, sono San Francesco di Paola, San Tommaso D’Aquino, Santa Teresa e altri Santi. Sia le statue che i busti sono state realizzate dai più illustri artigiani orafi di ogni epoca e sono tutti rigorosamente in argento massiccio con rifiniture in oro. Questi posseggono una preziosa reliquia all’interno della stessa statua o una grossa gemma pregiata, zaffiri o smeraldi.

Impossibile non citare la statua di San Michele Arcangelo, realizzata nel 1691 su disegno dello scultore Lorenzo Vaccaro e tradotta in argento da Domenico Vinaccia, la quale fu commissionata dalla Confraternita dei Settantadue Sacerdoti, della parrocchia di San Gennaro all’Olmo. L’arcangelo è rappresentato seguendo l’iconografia dell’Apocalisse mentre sconfigge un drago (femmina), personificazione del male. Tutte le opere del Tesoro sono doni di fedeli ma anche di re e regine, ricchi possidenti e autorità.  Invece, i gioielli che fanno parte del tesoro di San Gennaro, sono di valore inestimabile. Riconosciuti come beni più preziosi tre pezzi, i quali non possono essere esposti (contemporaneamente), dato il loro valore economico.  Uno degli oggetti più conosciuti è la collana che arricchisce il busto di San Gennaro, composta da 13 maglie in oro con diamanti, rubini, smeraldi e altre diverse pietre preziose.

Il tesoro del patrono di Napoli, per tutti i napoletani, è sinonimo d’orgoglio, di prosperità e di bellezza. Una bellezza che non fa altro che arricchire il buon nome della città, la sua cultura e la sua storia.