La sfogliata fredda di Ferrieri

Quale sarà il dolce tormentone dell’estate napoletana? La sfogliata fredda, l’ultima deliziosa creazione golosa di Vincenzo Ferrieri, patron di SfogliateLab, il laboratorio di sfogliatelle che ogni giorno sforna meraviglie conquista-palati. Curiosi?

Finalmente il secolare dilemma – sfogliatella riccia o frolla – sarà superato dall’entrata in scena di una terza opzione: la sfogliatella fredda.

Disponibile sia in monoporzione che in formato torta, si tratta di una sfogliatella scomposta fatta con gli stessi ingredienti di quella classica e dalla forma rotonda. Va consumata rigorosamente fredda ed è quindi perfetta per la torrida estate napoletana.

La base è realizzata con Pan di Spagna ricoperto con ricotta aromatizzata agli agrumi e cannella, uno strato di sfogliata sbriciolata, seguito da uno strato di ricotta e sopra un altro strato croccante di sfogliata sbriciolata. Infine, non poteva certo mancare una sfogliatella classica in versione mignon posta in cima al dessert.

Il dolce va conservato in frigo come fosse un gelato e va gustato come merenda nei calorosi pomeriggi partenopei.

I dolci di SfolgiateLab non sono solo buoni, ma anche belli da vedere (sono quasi come delle opere d’arte in miniatura e sono perfetti da fotografare e postare sui social); sono invitanti nell’aspetto quanto nei colori e nel gusto.

Ma qual è l‘origine della sfogliatella? Leggenda narra che nel 1600, nel Monastero di Santa Rosa (tra Furore e Conca dei Marini), una suora addetta alla sezione cucine si accorse che era avanzata della semola cotta nel latte. Così vi aggiunse della frutta secca, del liquore al limone e lo zucchero e creò un gustoso ripieno che dispose in due sfogliate di pasta. Per dare al dolce una forma caratteristica, s’ispirò al cappuccio delle monache e fu così che nacque la sfogliatella. La ricetta rimase segreta fino all’800 fino al giorno in cui una suora la rivelò al suo amante pasticciere.