Mattinata difficile per gli utenti del trasporto pubblico a Napoli. Come comunicato da Anm, infatti, sono sospese le corse sull’intera tratta della Linea 1 della Metropolitana e quelle dei bus, a causa di uno sciopero improvviso dei dipendenti che dura dalle 6.30 di stamane. I manifestanti hanno impedito l’uscita dei bus dai depositi e la circolazione dei treni della metro. Regolarmente in servizio, invece, le funicolari Centrale, di Chiaia e quella di Montesanto.

Quindi, oltre ai quotidiani disagi per cittadini e pendolari causati dagli “incompetenti gestori e dipendenti dell’ANM” che andrebbero licenziati in tronco e in massa, fino alle parentele di terza generazione, con impossibilità di essere riassunti in futuro, ora anche lo sciopero selvaggio.

A causare lo sciopero i lavoratori della Samir, la ditta di pulizie di Anm (Azienda napoletana mobilità), che hanno impedito l’uscita dei bus dai depositi e la circolazione dei treni della metropolitana.

I lavoratori Samir hanno deciso di protestare contro i ritardi per i pagamenti degli stipendi di gennaio. Dopo la riunione di ieri in prefettura, infatti, si è saputo che gli emolumenti di gennaio per i 337 dipendenti della ditta, saranno percepiti addirittura entro il 15 di febbraio. È vero, il concordato preventivo aperto da ANM il 22 dicembre non permette di pagare i fornitori senza il permesso del commissario straordinario. È vero, la SAMIR avanza oltre 5 milioni di euro da ANM. È vero, la crisi attanaglia tutto il mondo del trasporto pubblico locale nazionale. Ma ora mi domando, questa crisi provocata da politica e istituzioni più in generale, la devono pagare gli operai? E allora ben venga qualsiasi forma di protesta. Il problema è che non siamo più abituati a vedere lavoratori protestare, consideriamo normale che a pagare siano sempre i più deboli. Invece stamattina la città è stata paralizzata e, aldilà dei formalismi, se fosse il caso o meno, io sono dalla parte dei lavoratori e della loro sacrosanta disperazione“. E’ la nota inviata dai lavoratori dell’azienda.

Cittadini e pendolari, dal canto loro, esasperati dai quotidiani disagi, chiedono a gran voce il licenziamento di massa dei responsabili.