SARRI E IL RINNOVO-FARSA

L’allenatore del Napoli Maurizio Sarri sta lasciando la sua casa napoletana proprio in questi ultimi giorni di maggio. Ma la disdetta del contratto d’affitto della sua villa a Varcaturo, è avvenuta il 27 marzo scorso, in piena corsa scudetto, con ancora molte partite da giocare e ben prima dell’ incontro per il rinnovo con il presidente (offerta di 4 milioni netti annui), avvenuto dopo la matematica perdita dello scudetto.

Che si sia trattato di una farsa da parte del tecnico? Ma perché prendere in giro chi ti ha praticamente lanciato nel grande calcio, oltre che i tifosi e una città che ti hanno amato alla follia? Per soldi,  non c’è ombra di dubbio. Per un preciso calcolo matematico. Del resto fu lo stesso Sarri a dichiarare tempo fa di “volersi arricchire con il calcio“…

Il suo tergiversare, quei suoi “non so se resto“, “una bella storia è meglio finirla prima“, “mi serve ancora qualche giorno” era solo perché il suo entourage non era ancora riuscito a chiudere il contratto con il Chelsea. Il tecnico voleva più soldi per abbandonare tutto (Champions compresa) e volare a Londra. Molti più soldi rispetto alla prima offerta iniziale dei londinesi che superava appena quella di ADL.

In pratica Sarri voleva evitare che si materializzasse la sua più grande paura (cosa che del resto sta per accadere): la scadenza della sua clausola rescissoria di 8 milioni, senza che nessuno l’avesse pagata. Beh la clausola scade tra due giorni ed è ancora in corso. Il Chelsea non vuole pagare e cerca di prendere per la gola De Laurentiis, complice il “peso” di un contratto con Sarri per altri due anni. Ma, giustamente, il patron azzurro, sentitosi preso in giro dal suo “ex pupillo” si è impuntato e vuole gli 8 milioni, a costo di bloccare l’ex tecnico del Napoli per due anni. Quest’ultimo, da parte sua, pare voglia rivolgersi al tribunale. Ma la ragione è tutta dalla parte del club azzurro, che alla fine la spunterebbe agevolmente. E tutto per andarsi ad arricchire senza neppure disputare la Champions League. Quando le motivazioni “sportive” son così alte, allora sì che i tifosi dovrebbero inchinarsi…