E’ partito lo scorso lunedì 15 gennaio SaNapoli, progetto di screening gratuito per la diagnosi precoce dell’aneurisma dell’aorta addominale. Testimonial, tra gli altri, Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino, Francesco Paolantoni e Rosalia Porcaro.

Secondo uno studio – ha spiegato il professor Francesco Pignatelli, responsabile Uoc di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale del MareNapoli è la città europea con la più alta percentuale di ultra 65enni. E proprio l’alta probabilità d’incidenza della patologia sulla popolazione napoletana ha spinto ad attivare lo screening gratuito con SaNapoli”.

Gli accertamenti sono consigliati a soggetti di entrambi i sessi dai 60 ai 75 anni soprattutto se hanno alti fattori di rischio: fumatori o ex fumatori, familiarità della patologia, malattie delle arterie, malattie cerebrovascolari, arterosclerosi, ipercolesterolomia, obesità, ipertensione.

L’aneurisma dell’aorta addominale – ha continuato il professore – è una patologia senza sintomi e quando si manifesta è subito pericolosa. La prevenzione è la prima causa di guarigione, perciò è fondamentale sottoporsi allo screening di SaNapoli. Dopo la diagnosi, il paziente riceverà una risposta adeguata in termini di monitoraggio o un’indicazione al miglior trattamento chirurgico tradizionale o endovascolare possibile per prevenire il rischio di rottura dell’aorta”.

L’aneurisma dell’aorta addominale è una patologia potenzialmente mortale. Si tratta di una dilatazione che non può regredire, ma anzi va incontro ad una crescita progressiva fino alla rottura, che peraltro non è assolutamente prevedibile. La diagnosi di un aneurisma è semplice: nella maggior parte dei casi può essere sufficiente la palpazione dell’addome (massa pulsante) o addirittura il racconto del paziente di sentire “un cuore” che batte dentro l’addome. La diagnosi strumentale è raggiungibile mediante una semplice ecografia. Non appena diagnosticato l’aneurisma, è necessario decidere quale sia il trattamento migliore per il paziente: il trattamento chirurgico (tradizionale o endovascolare) o il monitoraggio con ecografie periodiche fino a che il diametro superi la soglia di rischio (circa 5 cm).

E’ comunque necessaria un’attenta valutazione del rischio di rottura, del rischio chirurgico, dell’aspettativa di vita e della volontà del paziente opportunamente informato.