Nel secondo anticipo dell’ottava giornata di campionato, il Napoli sbanca l’Olimpico e con 24 punti si conferma in testa a punteggio pieno. La squadra di Sarri supera la Roma per 1-0 grazie alla rete di Insigne, a segno al 20′ con un destro all’angolino. I giallorossi provano a reagire nella ripresa, ma senza troppa convinzione. La Juventus, seconda, è ora lontana cinque punti dagli azzurri.

E’ una notte speciale per il Napoli, che nella capitale d’Italia dimostra definitivamente di essere la grande favorita per questo campionato. Dopo sei anni di dominio juventino, in Serie A cambiano le gerarchie e ormai ogni carta è lì sul tavolo, scoperta, pronta a fare la differenza. Stavolta ci pensa Lorenzo Insigne, un figlio di Napoli che consegna ai partenopei l’ottava vittoria consecutiva e il +5 su Juve, Lazio e Inter; con i nerazzurri impegnati però nel derby di Milano. L’orchestra di Sarri è bella e (al momento) impossibile per chiunque: pressing che ti toglie l’ossigeno, triangolazioni da manuale, energia, spirito di squadra, forza mentale. Doti che diventano devastanti perché a fare la grande differenza è la consapevolezza di questa squadra, ormai capace di esprimere in qualsiasi campo tutto il proprio potenziale.

Lorenzo Insigne commenta a caldo la vittoria sulla Roma arrivata con la sua centesima rete in carriera e ai microfoni di Premium Sport racconta: “Siamo contenti di questa vittoria che è stata voluta da tutto il gruppo. Abbiamo lottato fino alla fine e questo era l’importante. Questo è un campo difficile, la Roma è una grandissima squadra ma non molliamo mai. Centesimo gol in carriera? Sono orgoglioso di questo e di aver contribuito alla vittoria della squadra. Lo dedico a mia moglie. La sfida di Champions con il City? Sappiamo che affronteremo una squadra con grandi campioni. Se dovrò fare il terzino lo farò volentieri per aiutare i miei compagni.”

Dries Mertens a Napoli ormai è un idolo. E il belga ricambia il calore dei tifosi, sottolineando il grande feeling con la città che l’ha “adottato”. “Qualche mio collega ha rifiutato il club azzurro? Peggio per lui, allora: non saprà mai tutto quello che si è perso“.