Risorge il Napoli, cade la Roma. E la Juve vede la fuga decisiva per lo Scudetto. La vittoria all’Olimpico per 2-1 della squadra di Sarri (espulso nella ripresa) è firmata da Mertens, autore di un gol per tempo. Inutile il gol nel finale di Strootman, durante l’arrembaggio giallorosso. Al 92′ Perotti ha sfiorato il pari. Il Napoli si porta a -2 dalla Roma, sempre seconda, ma la Juve, vincendo a Udine, andrebbe a +10.

Era dal febbraio 2011 che il Napoli non espugnava l’Olimpico. Era dal 2013, con Cavani, che la squadra partenopea non segnava in casa della Roma. Tabù lontani, tabù spezzati. Sarri stravince la sfida con Spalletti, cancella il doppio ko con Juve e Atalanta e si lancia all’inseguimento del secondo posto, ora lontano solo due punti. E in tutto questo gode la Juve.

Spalletti cambia e non è vincente: il tecnico toscano abbandona il 3-4-3 e torna al suo 4-2-3-1 con El Shaarawy e Perotti, senza Salah. Scelte sbagliate e rinnegate a partita in corso. Le geometrie di Sarri hanno fatto male, malissimo. Il Napoli è tornato a disegnare il calcio più bello e lo ha fatto mettendo al centro del gioco Jorginho e Rog.

Sono i due gol di Mertens, uno per tempo, a fotografare al meglio la partita, a restituire tutti gli elementi per descriverla. Sull’1-0 al 39′ la combinazione del Napoli vede 8 tocchi di prima consecutivi, con un’imbucata finale di Hamsik per il belga, morbidissimo col tocco sotto a battere Szczesny. Una ragnatela tessuta con pazienza e qualità, esaltata dalla scellerata lettura difensiva di Fazio e compagni: non l’unico svarione di tutta la linea arretrata giallorossa. Il raddoppio, arrivato al 4′ della ripresa, è stato ispirato da Insigne. Rüdiger assente ingiustificato, Fazio in ritardo, Manolas pure. Mertens implacabile: doveva partire dalla panchina per fare spazio a Milik, ha risposto con una doppietta arrivando a quota 18 in campionato, a una lunghezza da Belotti, Higuain e Dzeko.

Come se il derby di Coppa avesse cancellato tutte le certezze dimostrate nella trasferta di San Siro, la Roma si dimostra fragile e anche nervosa. Sono i cambi, ovvero quando Spalletti rimette nel motore Bruno Peres e Salah, che i giallorossi tornano a macinare gioco. Pur concedendo ampi spazi, diventa Reina il protagonista del finale di gara. Il portiere spagnolo indossa l’elmetto e inizia a murare l’assalto finale. Prima con uscite sicure e provvidenziali, anche di piede. Poi soffiando, letteralmente, sul pallone di Salah in un uno contro uno che si chiude con il palo colpito dall’egiziano.

Il finale è convulso: Strootman all’89 imbuca di sinistro l’1-2 della speranza. E nel recupero, incredibilmente, Perotti sfiora due volte il pari. Prima con un destro a giro, largo. Poi con un altro tiro, deviato da Koulibaly: Reina compie un autentico prodigio, volando a toccare il pallone e spingendolo sulla traversa, per poi difenderlo coi piedi.

Vittoria importantissima quella del Napoli, che non annulla però l’1-3 patito in casa all’andata: in caso di arrivo a pari punti alla fine, sarà la Roma ad andare ai gironi di Champions. Ma la qualità del gioco in fase di possesso fa ben sperare in vista del Real Madrid, anche se lo sbandamento finale ha sottolineato ancora una volta la fragilità difensiva. Settimana no per la Roma, che vede definitivamente sfumare i sogni di gloria, e che ora dovrà lottare fino in fondo solo per il secondo posto. E intanto la Juve prende il largo.