RISTOVASCI: MANGIARE IN UN BASSO NAPOLETANO

Negli ultimi anni molti “vasci” hanno aperto le loro porte e le loro cucine ai turisti per offrire  un’esperienza unica e indimenticabile, fatta di storia, tradizione, detti popolari, racconti e arte culinaria. Ma cos’è un “vascio” e quali sono i migliori “ristovasci” della città?

Su bassi o vasci napoletani si è scritto molto: da Matilde Serao nel “Ventre di Napoli” a Eduardo De Filippo nella sua “Napoli Milionaria” sino a Boccaccio nel Decamerone.

Al pari della pizza, del sole e del mare, il vascio napoletano è considerato un simbolo indiscusso della tradizione napoletana e come tale va celebrato e decantato. Da luogo inabitabile ma “abitatissimo” (in 12 mq solevano viverci sino a 8 persone), emblema del degrado urbanistico e sociale, il vascio ha subito una rivalutazione positiva.

Da qualche anno a questa parte, molti vasci hanno aperto le loro porte ai turisti offrendo la possibilità di sperimentare i sapori della vera cucina casalinga napoletana. Gli ospiti “paganti” riscoprono così l’importanza del cibo come momento di condivisione e convivialità in un’epoca sempre più frenetica e social e dove il pasto è vissuto in maniera sempre più veloce e individuale. Rivivere la vita vera di un basso napoletano è un’esperienza culinaria assolutamente da provare.

Ecco i migliori “ristovasci” di Napoli:

  • ‘O Vascio e’ Nunziatina: in 40 mq questo vascio vi propone sia divertimento che ottimo cibo. I pasti vengono consumati su sedie impagliate disposte a semicerchio e con il sottofondo di antiche canzoni napoletane. (Vico Lungo Gelso 40- 3934445516)
  • Home Restaurant- cucina della mamma: scoprite i riti culinari napoletani come la preparazione del ragù domenicale cucinato con la carne del macellaio di fiducia e mangiato ascoltando le antiche storie di Napoli e della famiglia che vi ospita. Solo su prenotazione. (Vico Consiglio 18- 320323870)
  • Casa di Ninetta: non è propriamente un vascio, ma un ristorantino dall’atmosfera intima e dai sapori antichi. Il menu è basato sulle ricette di Nonna Emilia e Mamma Anna (detta Ninetta)- ovvero le donne di Carmelo Sastri, anima e proprietario del locale. (Via Niccolò Tommaseo a Chiaia 11)
  • Monzu’: non è propriamente un vascio, ma è un locale consigliato da “Vascitour”. Con un menu fisso di 35 euro a pranzo o a cena potrete mangiare a casa di Anna ed Enzo, discendenti da un monzu’ (con questo termine si chiamava nella Napoli del XVIII secolo il cuoco di corte) ed esperti di cultura e credenze napoletane. (Via Foria)