Da oasi felice negli anni settanta, ottanta e novanta a letamaio negli anni duemila. E’ la triste e amara realtà del Rione Alto, una delle “zone bene” di Napoli, anche conosciuto come zona ospedaliera per la presenza di due presidi nazionali (Pascale e Cardarelli) e per la vicinanza ad altri due ospedali (Monaldi e Cotugno) nell’adiacente quartiere Chiaiano. E proprio la presenza di tali presidi dovrebbe essere garanzia di pulizia e territorio salubre. La realtà è ben altra.

Chi risiede al Rione Alto di Napoli o nelle immediate adiacenze, frequentandolo quotidianamente, non può non accorgersi dei rifiuti gettati ad ogni ora e non nel modo corretto e della sporcizia che occupano la totalità delle sue strade e dei suoi marciapiedi, comprese le “aiuole metropolitane” e i “giardinetti di via Domenico Fontana”.

Non si tratta più neanche delle solite cartacce che permangono settimane se non mesi per l’assoluta mancanza di attività comunale di pulizia (al Rione Alto gli spazzini si vedono una volta l’anno: il 1 gennaio per spazzare via i botti di San Silvestro). La situazione purtroppo è molto più grave e non la si può imputare certo alle istituzioni locali (peraltro qui assenti ingiustificate negli ultimi due anni almeno).

La colpa è invece dei cittadini, dei residenti e di quanti vivono il Rione Alto ogni giorno. Sono loro ad aver reso l’isola felice dei decenni passati un vero e proprio letamaio. Sono loro ad essere diventati sempre più sporchi, lassisti, menefreghisti e si, anche egoisti. Escrementi di cane ogni 5 passi “popolano” tutti i marciapiedi (alcuni più di altri detengono il primato di “cesso a cielo aperto”) e spesso anche le carreggiate dove prima si poteva “trovare riparo”. Queste ultime poi sono invase da “rigagnoli” di pipì canina fresca o asciutta che “profumano” il Rione Alto di essenze sopraffini già dalle 7 del mattino. Se dopo un’ora di “giro” nel rione si torna a casa senza almeno un “ricordino” sotto le scarpe è un miracolo e bisognerebbe avere il premio di miglior dribblatore dell’anno.

La terrificante situazione della zona è resa ancor più grave e pericolosa dall’innumerevole presenza di piccioni: i veri residenti ormai del Rione Alto. Ce ne sono centinaia che si annidano sui balconi, sui tetti, sui pali della luce, ora anche sulle auto in sosta e all’improvviso svettano in volo a velocità supersonica ad altezza uomo, spesso sfiorando per puro caso le teste dei passanti. Scena degna del celebre film “Uccelli”.

Altri invece passeggiano ormai indisturbati a centro strada o sui marciapiedi, come se andassero a braccetto, e non si spostano neanche se batti i piedi: ti guardano come a dire: “Spostati tu”. Ai piccioni si sono aggiunti negli ultimi due anni anche alcuni gabbiani, che si sono spostati dal mare proprio per occupare la zona ospedaliera. I gabbiani, per chi non lo sapesse, sono 4 volte più grossi di un piccione e più aggressivi. La situazione non deve più essere sottovalutata perché sul corpo di questi volatili è presente una zecca che è mortale per l’uomo. La salute pubblica è seriamente a rischio e nessuno fa nulla. Anzi, vi sono “emeriti idioti” che danno da mangiare ai piccioni avanzi di cibo, gettandoli a terra, provocando l’arrivo in massa di decine di volatili da ogni palazzo o lampione. Oltre che sporcare ulteriormente le strade.

Se la situazione è questa è solo ed esclusivamente colpa della sporcizia dei residenti e cittadini della zona e dell’assoluta assenza d’istituzioni in grado di “costringere con pesantissime multe” la popolazione ad assumere comportamenti civici e consoni ad una “zona bene” come, ormai erroneamente, si ritiene il Rione Alto.

Luca Giugliano