Tra peperoncino e corno ha vinto quest’ultimo, in volata. Sarà il “Cuorno” a caratterizzare il prossimo Natale a Napoli: svetterà da novembre a marzo alla Rotonda Diaz, dove lo scorso anno c’era Nalbero.

La commissione comunale che si occupava delle proposte ha assegnato la vittoria all’idea di Italstage, che già l’anno scorso si era occupata proprio di Nalbero. C’erano in lizza un presepe di ghiaccio e una scultura a forma di peperoncino. Proposte non ritenute attinenti – almeno non quanto il “cuorno” – al tema del prossimo Natale a Napoli che sarà “Napoli e la Scaramanzia“.

La struttura destinata a occupare la Rotonda Diaz sarà più grande di quella dello scorso anno di ben 20 metri (60), ma all’interno non troppo dissimile: sarà presente alla base una galleria commerciale con stand in legno, al primo piano invece un bar, un bistrot e un ristorante con vista sul Golfo.

Parte di quanto utilizzato per Nalbero dovrebbe essere “riciclato” in questa occasione per il nuovo Natale a Napoli, come l’ascensore e le strutture di galleria e bar.

Ma cosa c’entra tutto questo con il Natale? Nulla. Così come nulla centrano tradizione e festività religiosa. Anzi, il cuorno spazza via anche le ultime tonalità religiose rimaste alla festività del Natale che ormai diventerà in tutto e per tutto: consumismo, lussuria, movida, folklore e ora anche scaramanzia e malocchio.

La nuova trovata pubblicitaria dell’amministrazione De Magistris per coprire l’incapacità di gestire l’ordinaria amministrazione: buche stradali, pulizia, decoro urbano, tutela ambientale, rispetto della legalità e quant’altro una seria amministrazione dovrebbe fare. Purtroppo l’amministrazione in carica sembra aver confuso l’amministrazione di una realtà urbana con la pubblicizzazione di un marchio.

Infatti, ogni qualvolta si può “sfruttare”l’immagine di Napoli per la creazione di eventi pseudo culturali l’amministrazione è sempre in primo piano, in bella vista pronta a farsi portavoce ed ergersi a difesa dei cittadini. Ogni qualvolta, invece, si fanno presenti le non risolte problematiche della città promesse in ben due campagne elettorali, sindaco e amministrazione latitano, evitano, tacciono o, peggio, accusano di essere antinapoletani. Sinceramente, la cosa fa sorridere. Ma ci sarebbe da piangere.