I quaranta ultras del Napoli che hanno seminato il panico in corso Cavour, lontano dallo stadio Bentegodi di Verona, non devono mettere mai più piede in uno stadio per tutta la loro vita“. Lo chiede il consigliere regionale veneto Andrea Bassi, già noto alle cronache perché a settembre minacciò il direttore sportivo degli scaligeri (Filippo Fusco, napoletano) su Facebook: “Se finiamo in serie B ti veniamo a prendere a casa e ti facciamo mangiare mozzarelle campane scadute“.

Bassi non accetta scuse: “Si tratta di un agguato in stile camorristico, i responsabili devono scontare una pena esemplare. Devono pagare i danni. Un pomeriggio trascorso in famiglia non si può trasformare in un attentato. Mi auguro che le trasferte dei napoletani a Verona siano vietate per un bel po’ di anni. Non possiamo correre questi rischi“, conclude il consigliere regionale Andrea Bassi.

Nel frattempo i gruppi ultras del Napoli si sono mobilitati per sostenere il bar di Verona danneggiato domenica scorsa da alcuni teppisti napoletani in trasferta nella città veneta per Chievo-Napoli.

A spiegare l’iniziativa è stato Alessandro Cosentino, leader storico dei Fedayn, ai microfoni di Radio Marte: “Parlo a nome dei ragazzi della curva A, della curva B, dei tesserati e dei non tesserati. Crediamo sia fondamentale essere accanto al Napoli in questa stagione così importante pure in trasferta. L’assalto al bar di Verona? Siamo arrabbiati, è una cosa che non andava fatta. Il Chievo ci ha sempre accolto bene“.

Nelle prossime ore – ha aggiunto Cosentino – faremo un comunicato, dove prenderemo le distanze da quanto accaduto domenica. Ho appuntamento telefonico col proprietario del bar e proveremo ad aiutarlo. Faremo una maxi-colletta e soprattutto gli chiederemo scusa“.

Il proprietario del Caffè Oro Bianco, però, ha successivamente fatto sapere all’Ansa che non intende accettare soldi da quei tifosi che non c’entrano niente con quanto accaduto domenica scorsa: “E’ giusto che paghino i responsabili del vile gesto“.