La caccia al 2° posto continua, la barriera salvezza già oltrepassata è un punto d’orgoglio. Per Napoli e Cagliari la sfida ha motivazioni talmente diverse da aspettarsi un qualcosa di scontato, oltre le logiche e ampie differenze di uomini forti, da Hamisk, Mertens e Insigne a chi volete. E il folgorante gol di Mertens dopo 1 minuto e 55 secondi appena (invito da sinistra di Ghoulam, e la freccia del belga a bersaglio) sembra -appunto- quello scontato epilogo che sta nelle attese.
Napoli subito avanti, subito due punti sopra la Roma e con la solita voglia del suo (bel) calcio millimetrico. Il Cagliari? Preso lo schiaffone, difende a oltranza lo 0-1. Rastelli si appoggia al 4-1-4-1 con Barella davanti alla difesa, Sau a sinistra del centrocampo, Borriello solo a cambattere. E la danza della bandaSarri diventa una frenesia costante alla ricerca di spazi e palle-gol che, dopo un quarto d’ora senza strappi, è la costante del match.
Ci provano un po’ tutti, Mertens più di tutti, ma si ha come l’idea che sia una ricerca della bellezza del gesto. Insigne, Hamsik, Zielinski, pallonetti, palloni a giro, diagonali: una sequela di quasi-gol ferma restando la prodezza di Mertens a sancire la differenza, il tutto nel ricco bottino di gioco che la squadra di Sarri espone come sa fare. Il San Paolo quasi colmo fa da degna cornice. Mentre il Cagliari un paio di pruriti a Reina li procura, conclusioni rasoterra: tanto per segnalare che c’è anche una metà campo in cui -per qualche fugace secondo – si può giocare. Quella del Napoli.
Ripresa. Si ricomincia ed è il copia-incolla del’avvio di partita. Allungo di Ghoulam a sinistra, palla a Mertens che dal limite incanta compagni e avversari: destro in corsa di sopraffina precisione, è il 2-0 che chiude i conti di una sfida mai realmente in dubbio. E’ il 4′ di questa ripresa e si va avanti con la ricerca (napoletana) di altri gol ricamati. Al Cagliari -come nel primo tempo – non resta che ripararsi, per scansare eventuali tempeste.
E così avanti, col piacere di godersi questo Napoli, la traversa di Albiol che anticipa di due minuti la prodezza delle rete numero tre, a cura di Insigne su assist di Mertens: un gol molto bello, com’è nella ricerca – appunto – degli azzurri. Siamo a metà ripresa, nel pieno di una gioia che il San Paolo (50mila presenti) esprime com’è giusto che sia.
Spazio a Milik e Giaccherini, le ovazioni a Mertens e Insigne per il congedo anticipato, i tre punti che lanciano il Napoli a quota 77, due punti più della Roma in questa corsa al posto sicuro in Champions League. E la faccia del Cagliari che trova il sorriso di Farias al 47′ st, il gol che addoldisce la batosta e che ha avuto, perlomeno, un merito: quello di aver limitato a tre gol l’entità della sconfitta. A contare le occasioni, poteva prenderne almeno il doppio.