Nel secondo anticipo della 12.ma giornata di campionato, Napoli Lazio pareggiano 1-1 al termine di un match particolarmente vivace e pieno d’emozioni. A passare per prima in vantaggio è la squadra di Sarri, che sblocca la partita al 52′ grazie a un perfetto inserimento di Hamsik, bravo a infilare Marchetti con il sinistro. La replica dei biancocelesti è immediata e porta la firma di Keita, a segno al 54′ con un destro che sorprende Reina.

Al San Paolo si fa sul serio, ci si diverte ed emerge una Lazio che conferma di poter rimanere stabilmente nelle zone alte della classifica. Il Napoli alla lunga prende in mano le redini della gara, ma il punto è che gli uomini di Sarri non riescono a sfondare e, anzi, rischiano più volte di venire colpiti dalle micidiali ripartenze biancocelesti. Il botta e risposta con cui si apre il match è il manifesto di una gara viva, intensa e soprattutto coraggiosa, nel senso che entrambe le squadre scelgono di affrontarsi a testa alta, per fare male prima ancora che per difendere. E la prima, naturale, conseguenza è che a tutto campo si assiste molto spesso a degli uno contro uno decisamente interessanti. Si comincia dopo 35 secondi – quando Milinkovic spara centrale con il destro – e dall’altra parte si replica una ventina di secondi più tardi, con Mertens che manda a lato di pochissimo. Nel 4-3-3 partenopeo non c’è Gabbiadini, a cui viene preferito Mertens con Insigne largo a sinistra, mentre a centrocampo – oltre al solito Hamsik – ci sono Diawara e Zielinski. La banda di Sarri cerca di esprimersi come al solito, sfruttando bene le corsie laterali (buona anche la spinta dei terzini Hysaj e Ghoulam) e attaccando forte in verticale appena le è possibile. Mertens e Insigne pungono ma solo da fuori area, Callejon invece è un po’ più assente del solito e lo sarà anche nella ripresa.

Dopo una ventina di minuti senza respiro, con ripetuti capovolgimenti di fronte e squadre lunghissime, la partita prende una piega abbastanza precisa, che viene rispettata anche nella ripresa: il Napoli tiene la palla e insiste il più possibile, la Lazio regge l’urto e riparte con la rapidità dei vari Felipe AndersonKeita Immobile. Il 3-5-2 disegnato da Inzaghi (Radu e Basta ai lati di Wallace, aiutati dai ripiegamenti di Felipe Anderson e Lulic) è molto intelligente, perché argina la velocità del tridente azzurro e allo stesso tempo garantisce densità in mezzo al campo. Nonostante le numerose occasioni, non è un caso che si vada al riposo in equilibrio e anche la ripresa, come accennato, ricalca l’andamento della prima parte di gara. La Lazio ha subito due occasioni con Immobile (47′ e 48′), il Napoli risponde con Insigne (sinistro parato da Marchetti al 50′) e poi sblocca il risultato con Hamsik, bravo a infilarsi in mezzo a Wallace e Basta prima di colpire col mancino (52′).

Nemmeno il tempo di godersi l’1-0 e la Lazio è già lì, appiccicata, poco più di 60 secondi dopo: Parolo serve Keita in verticale, il quale calcia con il destro trovando impreparato Reina, non impeccabile nell’occasione (54′). Sarri prova a risolvere la gara con l’inserimento di Gabbiadini, ma il risultato non cambia più anche grazie a un attento Marchetti, decisivo con un paio d’interventi che portano la Lazio al terzo posto, sempre a +1 sui partenopei e ora con gli stessi punti del Milan: la banda di Simone Inzaghi, in silenzio, è ormai diventata una solida realtà. Quanto al Napoli, va sempre più giù e sempre più lontano dall’Europa. Di vertice non ne parliamo neanche più. E intanto iniziano i primi battibecchi a distanza tra Sarri e De Laurentiis che si scambiano le colpe.