Juventus – Napoli, la sfida scudetto per molti, una partita ininfluente per pochi, finisce 1-0 per i bianconeri: gol di Zaza, neo entrato, all’88 minuto. La paura fa 88, dunque, per il Napoli. La squadra di Sarri, dopo un buon primo tempo in cui ha dominato il gioco con il possesso palla, tocchi di prima e pressing altissimo, sfiorando anche il gol due volte, prima con Higuain (anticipato in extremis da Bonucci che ha tolto il pallone dalla testa dell’argentino pronto a insaccare a tu per tu con Buffon), poi con Albiol che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, si è ritrovato il pallone sul destro e l’ha deviato leggermente verso la porta consentendo la respinta di Buffon.) Primo tempo che quindi si chiudeva sul punteggio di 0-0, che stava stretto al Napoli e in cui la Juve era sembrata in soggezione. Quasi mai, in Italia, si è vista la squadra bianconera soccombere sul piano del gioco, soprattutto tra le mura amiche. Tifosi azzurri contenti e speranzosi per il secondo tempo.

Ma la ripresa riserva una sorpresa: il Napoli resta negli spogliatoi con la testa, la paura prende il sopravvento e annebbia la lucidità degli azzurri che iniziano a sbagliare tutti i passaggi. Gli uomini chiave della squadra di Sarri, che avrebbero dovuto prendere per mano i compagni, falliscono miseramente il loro compito di condottieri: Hamsik scompare letteralmente nella ripresa (toccherà solo un paio di palloni, peraltro sbagliandoli), Hysai scende tre volte sulla fascia e al momento di crossare per tre volte spara malamente alle stelle il cross, Insigne tocca un solo pallone provando un tiro da fuori che finisce in fallo laterale, Callejon pensa solo a difendere e Higuain, solo contro la difesa bianconera (peraltro senza Chiellini e con Bonucci costretto a uscire per infortunio) raramente tocca il pallone, sempre spalle alla porta e mai un tiro. Come si può pensare di fare risultato a Torino con questo secondo tempo? Non a caso il migliore in campo sarà Koulibaly, che ha bloccato sul nascere ogni azione bianconera nel primo e nel secondo tempo, provando anche spunti offensivi di pregevole fattura, finché ha potuto. La Juventus, infatti, capisce il momento difficile del Napoli, intuisce la paura degli azzurri, non abituati a giocare partite scudetto e allora decide che è venuto il momento di fare qualcosa in più invece che limitarsi a non prenderle. E così, quando la partita sembrava incanalata verso un giusto 0-0, con il Napoli che non pressava neanche più e i bianconeri che trotterellavano in mezzo al campo, la rabbia del neo entrato Zaza fa la differenza all’88: il Napoli non copre, tiro da fuori di Zaza, deviazione di un azzurro che spiazza Reina: tripudio allo Juventus Stadium. Napoli battuto e scavalcato in classifica. Solo due minuti prima gli azzurri erano a +2. Portare a casa il pari avrebbe messo una seria ipoteca sullo scudetto perché con due punti di vantaggio e con gli scontri diretti superati positivamente il Napoli avrebbe vinto il campionato anche in caso di arrivo a pari punti con i bianconeri. Ora, invece, ci sarà da gestire il contraccolpo psicologico del primato perso, con un ciclo difficile di partite all’orizzonte: Milan, Villareal, Fiorentina. La Juve ha invece un calendario agevole. Del resto, se non ci è riuscito il Napoli a fermare l’inarrestabile armata bianconera, non vediamo altre squadre che possano farlo. Lo scontro scudetto ha detto che il Napoli, questo Napoli, non è pronto per simili traguardi. La personalità o ce l’hai o non ce l’hai. Gli scudetti, i tornei si vincono anche e soprattutto con questa.