E’ di magnitudo 4.0 la forte scossa di terremoto che alle 20,58 di ieri si è verificata con epicentro in mare tra Ischia e la Costa Flegrea. A renderlo noto è la Sala Sismica dell’INGV di Roma.

5 km nelle vicinanze della costa del Comune di Forio la profondità dell’evento sismico, avvertito anche in città a Napoli, soprattutto nei quartieri alti, e che ha causato tanta paura sull’isola verde.

La scossa ha provocato, secondo quanto trapela, crolli a Casamicciola: due palazzine e parte della chiesa di Casamicciola. Una strada in località Maio ha subito grossi danni e alcune vetture sono rimaste bloccate, essendo impossibilitate a proseguire la propria corsa.

La situazione, che al momento si è stabilizzata, resta sotto monitoraggio costante. Requisito un traghetto da Napoli a Ischia per portare personale di polizia sull’Isola. Dal Capoluogo partenopeo in arrivo anche un elicottero per portare soccorso.

Casamicciola è stata una delle zone più colpite dal terremoto di magnitudo (epicentro punta Imperatore).

In piazza Maio a Casamicciola una palazzina abitata è crollata per gli effetti della scossa di terremoto. La chiesa del Purgatorio è andata distrutta, numerosi alberghi sono isolati. Si scava nelle macerie alla ricerca dei dispersi.

Il terremoto di Ischia miete una prima vittima a Casamicciola, si tratta di Lina Cutaneo, colpita dai calcinacci caduti della chiesa di Santa Maria del Suffragio.

Secondo quanto trapela al momento i feriti nei crolli (sono 7 le palazzine che hanno subito ingenti danni a Casamicciola), sono 25.

I feriti sono assistiti nell’ospedale Rizzoli, parzialmente evacuato, ma ancora funzionante. Ancora molti i dispersi.

E’ scattato il piano di emergenza sanitario per i soccorsi alla popolazione di Ischia: già disposta unita’ di crisi del Cardarelli per eventuali necessità di trasporto in eliambulanza. Parte dell’ospedale di Ischia è stato invece evacuato per verifiche strutturali. Sui luoghi interessati dai crolli sono al lavoro squadre di volontari della protezione civile regionale.

Si temono nuove scosse.