Nella terza giornata della fase a gironi di Champions, il Napoli perde in casa del Manchester City di Guardiola e resta fermo a tre punti, a -3 dallo Shakhtar che supera il Feyenoord. La squadra di Sarri è piegata 2-1 dagli inglesi, che nel primo tempo volano sul 2-0 grazie a Sterling (9′) e Gabriel Jesus (13′). Mertens ha la chance per riaprire la gara, ma al 38′ si fa parare un rigore. Nella ripresa, con un altro penalty, accorcia le distanze Diawara (73′).

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Avremo la risposta tra un paio di settimane, nel match di ritorno, quando si vedrà se il Napoli avrà imparato la lezione. A Manchester gli uomini di Sarri reagiscono troppo tardi a quelli di Guardiola ma reagiscono, rischiando anche di riprendere una partita che si era messa malissimo troppo presto e il carattere mostrato dagli azzurri è un aspetto certamente da non sottovalutare quando, dopo 13′, ti ritrovi sotto 2-0 in casa della squadra che, al momento, è probabilmente la più in forma d’Europa. Giocarsela per 90′ alla pari deve essere il prossimo obiettivo e per raggiungerlo si deve spesso passare da serate di questo tipo: se la squadra avrà assimilato per bene la lezione, in questa stagione ne vedremo delle belle.

E’ un City quello di Guardiola che subito impressiona, condiziona, paralizza. Nella prima mezz’ora succede esattamente tutto ciò che non voleva Sarri, che alla vigilia aveva chiesto alla sua squadra di non avere paura. Ma in trasferta contro una squadra simile, in uno stato di forma simile, è inumano non averne: piuttosto, a fare la differenza, sarebbe l’atteggiamento sicuro e deciso con cui i partenopei si esprimono in campionato, ma nei primi 30 minuti non c’è traccia della consapevolezza acquisita dagli azzurri e la gara, inevitabilmente, diventa una salita durissima.

A fare la differenza, in una prima mezz’ora dove il Napoli sembra sotto shock, è l’intensità del City unita a un’organizzazione tattica che impressiona. La squadra di Guardiola, prima della reazione partenopea, ha altre due colossali occasioni per triplicare ma De Bruyne colpisce una traversa al 25′ e Koulibaly salva sulla linea al 28′. Avremmo potuto essere 4-0 dopo mezz’ora. A riaprire il match, quasi all’improvviso, potrebbe essere una trattenuta di Walker su Albiol, solo che Mertens dagli 11 metri si fa ipnotizzare da Ederson (38′). Ma proprio il rigore sbagliato sprona, incredibilmente, il Napoli che inizia a giocare come sa.

Il Napoli nella ripresa è bravo a ripartire dal finale del primo tempo, quando finalmente gli azzurri avevano iniziato a esprimersi come in Serie A. Triangolazioni rapide, palla sempre a terra, pressing alto e furioso: così arrivano le occasioni per Hamsik (Stones salva tutto al 65′) e poi un altro rigore, stavolta assegnato per il fallo di Fernandinho su uno strepitoso (nel 2°tempo) Ghoulam. Diawara decide di tirare lui e non sbaglia (73′) ed è il City a questo punto a iniziare ad avere paura, anche se il risultato non cambierà fino alla fine nonostante la pressione partenopea e una buona chance capitata ancora a Mertens (80′). Ripartire da qui, da questo atteggiamento. Anche se ora la situazione del girone si è complicata non poco: per avere la certezza di passare il turno come seconda il Napoli dovrà necessariamente vincere tutte e 3 le partite restanti (9 punti) andando a quota 12. Non solo, gli azzurri dovranno anche battere lo Shakhtar al San Paolo con almeno due gol di scarto e il Feyenoord a Rotterdam con un buon bottino di reti o un secco 0-2 (gli ucraini ieri lì hanno vinto 1-2). In caso contrario, qualora Napoli e Shakhtar arrivassero a pari punti, Sarri & Co sarebbero eliminati.

Prossima gara tra due settimane al San Paolo Napoli-Manchester City: se gli azzurri perdono saranno con un piede e mezzo fuori dalla Champions League. In caso di pareggio e di contemporanea probabile vittoria dello Shakhtar, resterebbe ancora un barlume di speranza con il Napoli a 4 e gli ucraini a 9: vincere le ultime due e sperare che il City batta lo Shakhtar.