Non brilla e non vince più il Napoli, e l’Inter resta da sola in testa alla classifica. La squadra di Sarri non va oltre lo 0-0 al San Paolo contro la Fiorentina che, soprattutto nel primo tempo, ha spaventato Reina in almeno due occasioni.

Squadra stanca e con pochi guizzi, il Napoli, con Mertens che ha sprecato la più ghiotta occasione per i tre punti a 20′ dalla fine a tu per tu con Sportiello. Questo pareggio, dopo quelli di Juve-Inter e della Roma, lascia invariata la parte alta della classifica. Era un’occasione da non perdere per riscalvacare l’Inter, rimettere le distanze dalla Juve e dalla Roma. Invece, altro nulla di fatto.

Le scorie dell’eliminazione in Champions, la responsabilità di poter tornare primi con una vittoria, l’assenza di Insigne: una domenica non normale per il Napoli, che si è trovato di fronte una bella Fiorentina, per nulla timorosa. D’altronde Pioli ha impostato un lavoro preciso che sta dando frutti: fraseggio di personalità, aggressione e ricerca della profondità. Armi che almeno per un tempo e per tratti della ripresa hanno messo in difficoltà la squadra di Sarri, intorpidita nelle gambe e nella testa. Il risultato, lo 0-0, lascia l’Inter in testa alla classifica, che rimane invariata (Inter 40, Napoli 39, Juve 38, Roma 35 ma con una gara in meno): tutte le prime quattro chiudono dal weekend con un punto a testa e nessun gol fatto.

Come se avesse perso certezze e brillantezza, il Napoli di Sarri si fotografa alla perfezione guardando la prestazione negativa di Mertens: un lampo all’inizio e tanta fatica in mezzo. E quando è spuntata l’occasione, a 20′ dalla fine, ha sparato addosso a Sportiello: un mese fa avrebbe fatto gol comodamente. Zielinski si è dimostrato l’ombra di Insigne: due occasioni d’oro, con un palo dopo parata di Sportiello. L’unico a suonare la carica in mezzo al campo è stato Allan, poi crollato alla distanza, mentre Hamsik ancora una volta ha accarezzato il gol che l’avrebbe portato a eguagliare il record di Maradona. Per il resto, soliti retropassaggi inutili, zero scatti, zero tagli.

Non ha funzionato la regia di Jorginho, il meno lucido nell’11 di Sarri, colpevole anche di aver sprecato un’occasione in avvio di match. Ma senza Insigne sono tutti gli ingranaggi offensivi a dimostrare di essere arrugginiti: solo due gol segnati nelle ultime quattro partite, due sconfitte e un pari nelle ultime tre. Il campanello d’allarme era già suonato, la panchina corta e la mancanza di soluzioni offensive erano note. Ma almeno una reazione d’orgoglio era attesa. Invece la smania di tornare primi si è trasformata soltanto in nervosismo, sfociato in cartellini gialli gratuiti nel finale. Sarri sembra non saper più dove mettere le mani.

Il Napoli, per tutti i primi 45′ ha calciato nello specchio della porta solo una volta: record negativo stagionale, una notizia. Mertens è salito a quasi 500 minuti senza segnare, un digiuno preoccupante anche e soprattutto per l’atteggiamento mostrato. Idem per Callejon, più nervoso che pericoloso. L’ombra dello spagnolo chiamato in nazionale dopo 3 anni eccelsi alle pendici del Vesuvio. E allora con lo 0-0 la Fiorentina fa un bel regalo all’Inter, che in un weekend in cui aveva tutto da perdere resta da sola in testa al campionato. Comprensibile la rabbia di De Laurentiis a fine gara: ora il Napoli per conquistare lo scudetto dovrà per forza di cose andare a vincere a Milano con l’Inter e a Torino con la Juve, un’ipotesi quasi impossibile. Sempre che riesca a rimanere loro incollato fino ad allora. Meglio guardarsi dalla Roma e difendere il terzo posto anche quest’anno…