6 dolci napoletani da provare almeno una volta nella vita

 

Zucchero, granella, panna, cioccolato, ricotta… non solo pizze, timballi, cuoppi e frittatine costellano il firmamento della gastronomia partenopea. Un cielo dove al posto di stelle brillano dolci napoletani raffinati e creazioni golose, divertenti e colorate.

La famosa triade della pasticceria napoletana (sfogliatella, pastiera, babà) nel corso del tempo si è arricchita di tante golose new entry. I palati dei partenopei, ma anche dei tanti turisti e studenti fuori sede innamorati della nostra bella città, sono costantemente tentati da tante prelibatezze ad elevato contenuto di zuccheri e altrettanto contenuto di felicità. Scopriamo insieme i 6 dolci napoletani da provare almeno una volta nella vita e dove gustarli. Un avviso importante prima di proseguire: la lettura è altamente sconsigliata ai dietomani poiché la sola vista di queste meraviglie è da leccarsi i baffi.

 Ministeriale  da Scaturchio: la ricetta è segreta e gelosamente custodita. Il nome deriva dalla lunga trafila, di ministro in ministro, per poterlo brevettare e vendere, fatta sul finire dell’800 dal fondatore Francesco. Forma rotonda e sapore fondente accattivante con un cuore cremoso ripieno di liquore.

Sfogliacampanella  da SfogliateLab: non è una sfogliatella, non è un babà né un dolce alla ricotta. È una meraviglia che tenta di stupire con i suoi 3 strati di gusto – all’esterno la sfogliata riccia e all’interno un babà avvolto in un cuore di cioccolato e una raffinata mousse a base di ricotta. Diverse le varianti disponibili, con tante new entry stagionali.

Fiocco di neve  da Poppella: ben prima della storica nevicata di Febbraio, Napoli è stata invasa da deliziosi fiocchi di neve. Geniale creazione di Ciro Poppella, il fiocco di neve ha una ricetta semplice ma gelosamente segreta. Si tratta di brioscina soffice(lievitata almeno 8 ore) con ripieno fatto da un mix di panna, ricotta di pecora e crema.

Torta caprese – dalla Pasticceria Vincenzo Bellavia: gli anni ’20 del ‘900 sono stati il periodo d’oro della pasticceria napoletana. Risale proprio a quell’epoca la famosa caprese ideata da Carmine di Fiore che, nel corso della preparazione di una torta alle mandorle, dimenticò di aggiungere la dose di farina per completare l’impasto.

 Via col vento  dalla Pasticceria Colmayer: uno dei dolci più soffici e leggeri della pasticceria napoletana. Creato 2 decenni fa dalla storica Pasticceria Colmayer – a Piazza Carlo III. La ricetta è semplice: pasta choux a forma di ciambellina, ricoperta di granella di zucchero e zucchero a velo. Disponibili anche le varianti al cioccolato bianco e alla nocciola.

Babà da passeggio  da Casa Infante: delizioso babà bagnato nel rum stratificato in un bicchiere con crema chantilly, con panna e fragoline o al gusto oreo. Da gustare a cucchiaio godendo del tiepido sole primaverile mentre si passeggia per le vie del centro.

Qual è il vostro dolce napoletano preferito?