Situazione irrequieta, quella attorno a Maurizio Sarri. In rotta di collisione ormai irrimediabile con De Laurentiis, ma anche con il suo staff: il tecnico avrebbe ormai rotto con il suo vice Calzona, con il quale ha condiviso l’ultimo triennio. Come nuovo vice pronto ad assoldare Martusciello, suo secondo già ai tempi di Empoli.

Oggi, 22 maggio, è l’ultimo giorno valido per il pagamento della clausola di Maurizio Sarri. 8 milioni di euro entro le 24 di questa sera e qualsiasi club, a patto che l’allenatore dica di sì, potrà prendere il tecnico toscano. Juve compresa. Anche se proprio ieri Marotta avrebbe riconfermato Allegri per il quinto anno consecutivo, almeno a parole. D’altra parte il tecnico è sotto contratto sino al 2020. Così come sotto contratto per altre due stagioni è Sarri, il quale però non vuole rispettare gli impegni presi appena un anno fa, con il prolungamento, l’aumento e l’inserimento della clausola rescissoria.

Un comportamento passibile di denuncia quello tecnico nato a Napoli (Bagnoli) ma cresciuto a Figline Valdarno. Se nessuno paga la clausola entro stasera, l’allenatore si ritroverà bloccato a Napoli per altri due anni alle dipendenze di un presidente che ha mandato su tutte le furie con il suo comportamento. Il mancato rispetto degli impegni presi e sottoscritti non va proprio giù a De Laurentiis, ed ha ragione. Stavolta, una lancia in suo favore deve essere spezzata. Tre anni fa scelse un Sarri semi-sconosciuto (una sola stagione in A con l’Empoli, poi tanta gavetta in serie B e C) e l’ha portato agli onori della cronaca sportiva internazionale. Dalla C alla Champions solo grazie alla scommessa (vinta) del produttore cinematografico. Un comportamento quanto meno irriconoscente quello che Sarri sta ora riservando ad Aurelio. E il motivo quale sarebbe? La certezza di non poter migliorare, ma solo peggiorare quanto di buono fatto quest’anno. Ma allora caro Sarri, perché l’anno scorso ha firmato un prolungamento di altri due anni? Per mettere in saccoccia un discreto aumento e poi piantar grane? Questo non è modo di comportarsi. Soprattutto non è corretto far credere alla piazza che la osanna che la responsabilità del suo addio è del presidente. Così fa il male di Napoli e del Napoli, della sua città e della sua squadra. Con che coraggio si erge a difensore della città e di un popolo se poi il primo a ripudiarlo è lei? Perché con questo teatrino del “non so se resto” “una bella storia è meglio chiuderla prima” “non ho ancora deciso” “chiedo altri due giorni”, da lei messo in piedi, complice l’ingenuità di ADL che l’ha incontrata proponendogli un ulteriore prolungamento con ingaggio di ben 4 milioni a stagione, lei caro Sarri sta prendendo in giro quella Napoli e quei tifosi che la osannano e che ha difeso più volte. Questo non è modo di fare caro Maurizio. Questo è un comportamento disonesto. Ed ora, visto che al momento nessuno ha ancora versato la clausola da “soli” 8 milioni per averla (segno che probabilmente le sue “decantate” pretendenti in realtà pensano che lei non valga tale cifra), cosa farà se entro le 24 di stasera non arriverà il bonifico alla società azzurra? Rimarrà qui altri due anni dandosi un pizzico sulla pancia? O inizierà a fare pressioni, tramite il suo agente, per “costringere” De Laurentiis a “liberarlo”dalla prigione contrattuale in cui si è cacciato da solo? Sa come si chiama questa: estorsione.

Ad ogni modo non si preoccupi caro Sarri, lei non rimarrà al Napoli e soprattutto non ci tornerà mai più. Perché con il suo comportamento ha spianato la strada all’ira funesta di Re Aurelio, il quale le ha già preparato il benservito. Nei piani del presidente c’è l’attesa del versamento o meno della clausola entro stasera. Dopo di che, se non sarà saldata, lei sarà sostituito sulla panchina azzurra con effetto immediato rimanendo fermo per due anni (stipendiato ancora dal Napoli, senza l’aumento sostanzioso proposto bensì fino alla scadenza naturale del contratto in essere), a meno che non sarà lei a rescindere pagando una sostanziosa penale alla società azzurra. I contratti non sono carta straccia, caro Maurizio, o almeno non lo sono (e giustamente) per De Laurentiis. Questo non è un comportamento da uomo. O forse si. Ma di certo non è un comportamento da signore. Mi sarei atteso un comportamento ben più umile da un allenatore che, di fatto, non ha mai vinto alcun trofeo e che se non fosse stato per De Laurentiis la Champions l’avrebbe vista sempre e solo in tv. Nel palmares ci vanno i trofei, caro Sarri, non il bel gioco.

A questo punto il dubbio sorge spontaneo: non sarà che si è già accordato sulla parola con la Juventus per il dopo Allegri? Non sarà che il suo voler andare all’estero cela in realtà un approdo non diretto all’odiata rivale del Napoli e di Napoli, per non passare da “traditore” anche lei? Staremo a vedere.