Il Napoli di Sarri riesce a fare un capolavoro d’inadeguatezza sportiva che neanche il Besiktas sognava venendo al San Paolo: dalla probabile storica qualificazione agli ottavi di Champions League nel girone di andata, si è passati ad una possibile eliminazione.

Dai 9 punti e dal primo posto con 5 punti di vantaggio sulla seconda e 6 sulla terza, si è passati al primo posto con 1 solo punto di vantaggio sulla seconda (Besiktas con 5) e 2 sulla terza (Benfica con 4). Si potrebbe dire, certo, siamo ancora primi ma nel girone di ritorno gli azzurri avranno ben 2 trasferte su 3, e proprio in Turchia contro il Besiktas e a Lisbona contro il Benfica, dopo le quali potrebbe ritrovarsi addirittura terzo e fuori dai giochi. E comunque anche in caso d’ipotetico arrivo a pari punti con i turchi, saranno questi ultimi a passare il turno.

Venendo al campo, il Napoli riesce anche in quello che era riuscito solo a Benitez: 3 sconfitte consecutive e 6 reti subite in casa. Ormai l’ombra del tecnico spagnolo aleggia sulla città e nella mente dei giocatori: sguardi smarriti, errori grossolani in difesa e centrocampo che non si vedono neanche sui campi di Lega Pro, gol divorati in attacco, rigori sbagliati. Si salvano solo Mertens (straordinario per qualità, voglia e intensità), Gabbiadini (perché in soli 15 minuti è riuscito a fare ciò che Insigne non è più in grado di fare: segnare un calcio di rigore, tra l’altro quasi a freddo) e il giovane esordiente Diawara (in pochi minuti ha dato velocità e spessore al centrocampo e ha mostrato quella fisicità che Jorginho non avrà mai neanche nei sogni.

Peggiori in campo: Jorginho (suo il retropassaggio sciagurato che innesca il raddoppio turco, spegnendo la gioia di pochi minuti prima per il pareggio di Mertens), Hamsik (impaurito e insicuro ad ogni tocco), Insigne (suo l’errore dal dischetto che avrebbe significato il 2-2 con oltre mezz’ora da giocare ed ha ulteriormente rincitrullito i giocatori) e Reina (la colpa del 2-3 nel finale è solo ed esclusivamente sua: lì un qualsiasi portiere ancora in grado di giocare a calcio sarebbe uscito e avrebbe afferrato il pallone, invece di restare pietrificato sulla linea di porta).

Se il Napoli perderà la qualificazione agli ottavi, così come ha buttato via il campionato, voglio vedere chi si permetterà ancora di dire “i tifosi stiano vicini alla squadra”. Ma di questi tifosi, questa squadra, eccetto Mertens, non è degna, nei modi e soprattutto negli uomini.